Festival TuMìAmì

tumiamilogo

Festival dell’Intercultura Solidale Tumìamì
IV Edizione

Ente proponente

LIFE and LIFE (LaL) è un’organizzazione umanitaria internazionale che persegue scopi solidaristici e svolge attività di assistenza sociale, socio-sanitaria e di beneficienza nel campo della cooperazione locale ed internazionale e degli aiuti umanitari, impegnandosi per la crescita socio-economica e la promozione dei paesi in via di sviluppo e dei luoghi dove essa opera. In particolare LaL agisce e opera nei settori della salute, istruzione e occupazione, portando avanti campagne di sensibilizzazione sulla prevenzione, aiuti a chi si trova in condizioni di bisogno, lottando per condizioni di assistenza migliori. L’obiettivo è supportare giovani e adulti, italiani e stranieri senza distinzione, promuovendo sentimenti di partecipazione e solidarietà, impegno attivo nell’aiuto ai più bisognosi, vicini e lontani. Altro tema fondamentale negli obiettivi di LaL è la valorizzazione della cultura e dell’identità culturale siciliana e straniera, lavorando ogni giorno per la promozione dell’importanza di una società veramente interculturale, in cui le differenze siano motivo di arricchimento personale e non di divisione. Destinatari importanti delle attività e iniziative portate avanti da LaL sono i giovani, altro obiettivo è infatti quello di supportarli nella crescita, sia in ambito scolastico che personale, spronandoli a migliorarsi, ad impegnarsi attraverso lo studio e prendendo parte ad esperienze, in Italia e all’estero, in cui possano sperimentarsi come cittadini del mondo e persone complete.

Descrizione della manifestazione

Il Festival dell’Intercultura Solidale Tumìamì è un evento che ha lo scopo di promuovere la cultura siciliana e le culture dei diversi popoli che per diverse ragioni approdano in Sicilia. Ciò, in nome dell’intercultura e dell’integrazione per diffondere la cultura delle diversità e solidarietà non come mera beneficenza, ma come possibile attrazione turistica nonché come volano di sviluppo e di pace.
Il Festival è un momento di informazione, scambio, promozione e sensibilizzazione al progetto generale dell’intercultura solidale. Palermo e la Sicilia tutta, dunque, si candidano ad essere sintesi e simbolo dell’intero mediterraneo che, come disse Braudel, è mille cose insieme, non un paesaggio ma innumerevoli paesaggi, non un mare ma un susseguirsi di mari, non una civiltà ma una serie di civiltà accatastate le une alle altre.
La I edizione del Festival è stata pregiata dalla Medaglia del Capo di Stato Giorgio Napolitano e la II edizione del Festival si è svolta con l’Adesione del Capo di Stato Giorgio Napolitano e con importanti patrocini: Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Ambiente e dell’Energia, Rappr. in Italia della Commissione Europea e numerosi patrocini istituzionali a livello Nazionale che Internazionale, tra cui il Patrocinio oneroso di codesto Assessorato. La III edizione del Festival ha ottenuto ottimi riscontri a livello locale e nazionale, oltre una buona pubblicità grazie ai servizi mandati in onda sui canali Rai, nello specifico durante la trasmissione “La vita in diretta”.

I significati che il Festival dell’Intercultura Solidale Tumìamì intende mettere in evidenza attraverso gli “eventi” connessi e programmati nell’ambito, sono tanti e profondi per diversi motivi :

  • Per “Festival” intendiamo una manifestazione organizzata che avrà una sua cadenza periodica.
  • Intercultura” è una parola la cui valenza semantica cresce nella misura in cui oggi si diventa sempre più consapevoli dello stato di convivenza tra popoli e culture diverse, che si traduce nell’attuale società multietnica e globale con la presenza sempre più numerosa di cittadini del Terzo e Quarto Mondo nel tessuto politico ed economico del Primo. Si richiedono nuove forme d’integrazione che consentano, da una parte il mantenimento dell’identità culturale della società ospite e, dall’altra, la valorizzazione di espressioni culturali molteplici, affinché queste possano esprimersi e svilupparsi nel reciproco rispetto delle proprie peculiarità.
  • Solidale”, aggettivo che definisce, qualifica ed esalta il senso di un Valore, le motivazioni e lo scopo stesso del Festival, ossia la solidarietà non come mera beneficenza, ma come possibile attrazione turistica nonché come volano di sviluppo e di pace.
  • Tumìamì”, parola quasi onomatopeica, che non solo dà il nome al Festival, ma ne costituisce la chiave interpretativa. In gergo bangladese “tu, tumì, amì” significa, traslitterato in italiano e non letteralmente: “tu, io, noi”. Dunque, l’espressione coniata ad hoc “tumìamì” vuole comunicare, in sintesi e nella più completa armonia, il senso dell’Altro, dell’Io, del Noi e, quindi, dell’insieme; e considerando che in italiano questa parola corrisponde ad un’affermazione bellissima: “tu mi ami”, ecco che siamo certi di aver trasmesso egregiamente il messaggio di questo evento.

Tema centrale della IV edizione

Per l’anno 2016 il Festival pone come tema centrale “il mare”, quale simbolo di vita, per la pesca e tutte le attività a essa connesse, e di morte come raccontano i tragici avvenimenti degli ultimi anni nel mar Mediterraneo, che vedono protagonisti i migranti che giungono in cerca di una condizione di vita più dignitosa. Intorno al mare si concentra l’essenza delle attività proposte per la IV edizione del “Tumìamì”, per la scelta della location, dei temi trattati e dell’intrattenimento ma, come ormai consuetudine, il tema si collega al significato principale della manifestazione, ovvero l’intercultura, la reciprocità e la solidarietà. Si punterà infatti a parlare di intercultura e solidarietà attraverso la valorizzazione dello spirito d’accoglienza che il popolo siciliano ha dimostrato in questi anni e il racconto di storie di migranti. Tali racconti saranno presentati il 10 dicembre, nel corso della tavola rotonda “I migranti e le loro storie di vita nelle cronache dei Tg” alla quale prenderanno parte gli esponenti del del giornalismo. In tale occasione i giornalisti si confronteranno sul tema della migrazione e dei meticciati metropolitani, proponendo lo sviluppo di una futura piattaforma sociale multimediale. Si partirà dalla Carta deontologica di Roma del 2008 che riguarda l’informazione relativa ai richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti per arrivare a capire come l’informazione si muova nella miriade di notizie sui migranti e come può influire sulla vita delle comunità straniere.
Ci sarà un altro momento dedicato ai racconti sarà la presentazione del libro “Antologia di Lampedusa. Storie di migranti”. Il tutto si intreccerà con il tema del cibo, simbolo di unione e multiculturalità per eccellenza, che riesce ad avvicinare popoli e culture diversi, facendo conoscere prodotti locali, tradizione gastronomiche e storia dei diversi paesi del mondo.

Per far ciò si è scelto di organizzare la manifestazione all’interno di due differenti luoghi: il primo prettamente istituzionale, ovvero la Sala “Pio La Torre” all’interno dell’ARS che appunto ospiterà il tavolo tecnico, il secondo il museo dell’Acciuga di Aspra (Bagheria), luogo privilegiato per la scoperta delle radici marinare e per raccontare le tradizioni delle famiglie di questa comunità. Il Museo dell’Acciuga è stato realizzato dalla famiglia Balistreri famosa in tutto il mondo per la secolare tradizione della salatura del pesce. Questo museo, unico nel suo genere, racconta le tradizioni della pesca, tra foto d’epoca, conchiglie e lampare, si promuove Aspra e il suo prezioso pesce azzurro. In una cornice da museo antropologico, vecchie reti, antichi attrezzi per la pesca, vecchi barili di legno per la salagione delle acciughe, lampare e attrezzi dei maestri d’ascia narrano la storia dei vecchi pescatori e della comunità marinara di Aspra.
Il “Museo dell’Acciuga” è un doveroso riconoscimento a questo piccolo pesce, l’acciuga, che ha regalato e continua a regalare una grande popolarità nel mondo al piccolo paese, Aspra. Lo scopo è recuperare e difendere la tradizione locale della conservazione dell’acciuga salata, grazie ad una accurata ricerca di materiale e documenti storici. All’interno del Museo, una mostra fotografica, dal titolo “Immagini di vita nel tempo”, restituisce un frammento della storia di Aspra e delle sue tradizioni marinare. Il piccolo museo è ogni anno meta di numerosi visitatori provenienti da tutto il mondo.

Il Festival si aprirà giorno 10 Dicembre con una conferenza stampa in cui verrà presentato il tema del Festival, le attività della giornata, le personalità che interverranno e la mostra fotografica dal titolo “Pane e identità” che resterà visitabile all’interno del Museo sino a giorno 17 Dicembre. Il significato di questa mostra: il “grano” è, per antonomasia, il frutto più prezioso della “terra” e le implicazioni socio-antropologiche e culturali che ruotano intorno a questo cereale sono molteplici e affascinanti. Con la mostra si racconta la “tradizione del pane” nelle varie culture, le foto ritraggono infatti soggetti di diversa nazionalità mentre cucinano “piatti” tipici della loro cultura derivati dal “grano”. Se la produzione del “pane” risponde ad un “universale biologico”, il nutrimento, è pur vero che il modo di produrlo, il processo di panificazione, è “culturale”, ed in quanto tale, diverso da popolo a popolo. Il nostro scopo, nell’ottica interculturale che stiamo perseguendo, è rendere conto di quel “sapere della mano”, o “cultura materiale”, patrimonio prezioso di ogni civiltà!

Seguirà una tavola rotonda sul tema “Intercultura e Solidarietà nella comunicazione sociale”. L’ evento vedrà esponenti del mondo della comunicazione e dei mass-media confrontarsi sulle tematiche della comunicazione sociale e sui nuovi mezzi di comunicazione.

Giorno 11 Dicembre verrà presentato il libro “Antologia di Lampedusa. Storie di migranti” di Linda Pasta e Leonardo Antonio Mesa Suero, edito da Fondazione per le Emergenze Sanitarie del Sud del Mondo “Vincenzo Cervello” (FESSM), Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo (CeSVoP) e Associazione Retinopatici e Ipovedenti Siciliani (A.R.I.S.). Il libro è una breve raccolta di storie di migranti giunti e soccorsi sull’isola di Lampedusa.

Per tutti gli ospiti sarà quindi possibile prendere parte ad una visita guidata all’interno del Museo dell’Acciuga che si concluderà con uno spettacolo di canti e storie tradizionali legate al mondo del mare e della pesca.

La giornata si concluderà con un momento “Apericena” multietnico, durante il quale i presenti potranno gustare ricette di pesce cucinate secondo tradizioni culinarie di diversi paesi.

Dal 10 al 17 Dicembre sarà visitabile presso il Museo dell’Acciuga la mostra “Pane e identità

Programma delle attività

10 Dicembre

Sala “Pio La Torre” ARS

09:30 Conferenza stampa di presentazione del Festival dell’Intercultura Solidale Tumìamì IV edizione

10:00 Tavola Rotonda sulla comunicazione sociale : I migranti e le loro storie di vita nelle cronache dei Tg ”.

11 Dicembre

Museo dell’Acciuga

17:30 Presentazione del libro “Antologia di Lampedusa. Storie di migranti”

18:00 Visita guidata al Museo dell’Acciuga

19:30 Apericena multietnica

20:30  Compagnia ” Tango Disìu & Le Musiche Dei Porti”con Francesco Maria Martorana

11-17 Dicembre

Museo dell’Acciuga

Mostra Fotografica “Pane e identità”